Fare fotografie alle opere d’arte è un processo molto delicato. Ha bisogno di attenzione ai particolari, alle superfici riflettenti, alla tridimensionalità, al sistema di illuminazione, alle proporzioni. È fatta di tecnica e di strumentazione adeguata; di abilità nella post produzione. Senza contare l’importanza della sensibilità del fotografo di fronte all’opera d’arte, che letteralmente “vive” attraverso il suo scatto. Abbiamo fotografato anche grandi opere – dipinti e sculture – per musei e fondazioni; quadri che si trovavano in ambienti o condizioni di illuminazione difficili.

Nell’immagine di copertina: “Madonna con Bambino tra le sante Caterina e Maria Maddalena”, di Giovanni Bellini (cat. 613). ©Gallerie dell’Accademia di Venezia, Ministero della Cultura.

I nostri servizi per la fotografia alle opere d’arte: fotografia.

Allestimento

Fotografare opere d’arte è anche raccontare l’allestimento nel quale sono disposte. Si cerca di restituire l’equilibrio della composizione espositiva, le suggestioni della illuminazione e di fornire una “anteprima” ben leggibile delle opere che si potranno apprezzare più completamente durante la visita.

Nella foto qui sopra vediamo la sala sesta del percorso di arte quattrocentesca nel Museo Schifanoia di Ferrara.
In primo piano il sarcofago in marmo di Pellegrino Prisciani e sullo sfondo una sinopia di Benvenuto Tisi da Garofalo.

Sale del Quattrocento di Palazzo Schifanoia, Ferrara

Giovanni Boldini, “Ritratto di Infanta Eulalia di Spagna”, 1898. Gallerie di Arte moderna e Contemporanea di Ferrara, Museo Giovanni Boldini

Colore

Di che colore è un quadro? Il colore di una superficie dipende dal colore della luce che la illumina, l’attribuzione dei colori pertanto non è univoca, tant’è che al buio i colori non esistono.
Assumiamo come luce di riferimento la luce del sole nella quale tutte le lunghezze d’onda si fondono per dare vita alla luce definita bianca. Purtroppo non si riesce quasi mai a fotografare le opere d’arte alla luce del sole, sia per la loro dislocazione che per il controllo dei riflessi che si generano in una situazione di luce non controllata. Le opere vengono allora fotografate in un ambiente oscuro, si illuminano con delle luci di cui si conosce esattamente la composizione del colore e si fotografano insieme a delle scale cromatiche di riferimento universale che aiuteranno a ricostruire la gamma cromatica esatta in tutte le fasi successive della riproduzione dell’opera.

“Sapiente con compasso e globo”. Dosso Dossi – Collezioni d’Arte della Fondazione Estense, in deposito presso le Gallerie Estensi di Ferrara

Oro

La riproduzione fotografica della lamina d’oro sulla superficie di un dipinto è una sfida impegnativa.
Mentre la pittura ad olio va preservata da fastidiose riflessioni di luce che la renderebbero altrimenti illeggibile, l’oro vive proprio delle riflessioni della luce sul metallo.
Quando le due tecniche coesistono in un opera d’arte si deve affrontare un complicato processo di illuminazione e successiva post produzione per restituire una fedele rappresentazione dell’opera.

L’opera presentata è una tavola di scuola veneziana del XIV secolo “Incoronazione della vergine”, conservata presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia con (cat. 23), ora esposta in sala I.
©Gallerie dell’Accademia di Venezia, Ministero della Cultura.

Argento

L’argento è uno specchio, restituisce l’immagine di ciò che gli sta di fronte deformandola secondo la morfologia della sua superficie. Noi fotografiamo gli oggetti di argento calandoli in un’atmosfera bianca e luminosa.

Nella foto sopra vediamo il dettaglio del “Busto reliquiario di San Giorgio di Argentiere milanese e Zanobio Troni” Conservato presso il museo della Cattedrale di Ferrara.

Busto reliquiario di San Giorgio, Argentiere Milanese e Zanobio Troni, Ferrara, Museo della Cattedrale
Disegni di scuola raffaellita, Gallerie dell'Accademia, Venezia

Virtuale

La digitalizzazione delle opere d’arte è un processo che protegge le opere dal deperimento dovuto alla esposizione all’aria e alla luce così come dalla usare dovuta alla consultazione. È un metodo di protezione che al tempo stesso aiuta la diffusione dei documenti e della conoscenza.
Nella foto lo stativo e la macchina fotografica nel corso del processo di digitalizzazione.

Nella foto il foglio di Scuola di Raffaello, inv 17. Tratto dal “Libretto di Raffaello”. ©Gallerie dell’Accademia di Venezia, Ministero della Cultura.

Arte pubblica

Moltissime opere d’arte sono conservate nei musei e fortunatamente sono fruibili dal pubblico. L’allestimento museale determina una relazione tra lo spazio, l’opera ed il pubblico. Si generano nuove sinergie e nuovi linguaggi.

Nella foto un’opera di Alberto Giacometti, “Standing Woman IV”, del 1960. L’opera è conservata in Danimarca al Louisiana Museum di Humblebæk, in Danimarca a 35 chilometri a nord di Copenaghen

Alberto Giacometti, Standing Woman IV, 1960, Louisiana Museum, Danimarca
fotografando il deposito della collezione Cavallini Sgarbi, Ro Ferrarese

Fotografando il fondo della collezione Cavallini Sgarbi a Ro – Ferrara